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Biblioteca Civica Attilio Hortis

Biblioteca Civica Attilio Hortis
via Madonna del Mare 13
34100 Trieste
+39 040 675 8200
Fondata nel 1793, è la biblioteca che conserva le memorie storiche della città. Possiede più di 480.000 volumi, e inoltre manoscritti, lettere e carteggi, manoscritti musicali, stampe, disegni, carte geografiche, fotografie e manifesti, oltre alle raccolte dell’Archivio diplomatico con documenti dal 1300 al 1800, ma il più antico in assoluto è datato 1171.
La prima sede della biblioteca era situata in Piazza Grande. Dopo le tre occupazioni francesi (1797, 1805-1806, 1809-1813), la Biblioteca spostò la sua sede nella Contrada del Corsoe, finalmente, nel 1820 il bibliotecario, Giuseppe de Lugnani, ottenne il trasferimento e la sistemazione definitiva nel palazzo Maurizio-Biserini di Piazza Lipsia (l’attuale Piazza Hortis). L'antica palazzo, sede storica della biblioteca, ora è in ristrutturazione per cui essa opera attualmente nella sede di via Madonna del Mare. Nel 1852 una patente sovrana rese obbligatorio il versamento alla Biblioteca di ogni nuovo stampato pubblicato nella Provincia. Si formò così il nucleo principale della sezione “Raccolta Patria” che costituisce, insieme all’Archivio Diplomatico, una testimonianza unica e imprescindibile per la conoscenza storica della città. Da non dimenticare alcuni lasciti importanti come quello del direttore Attilio Hortis, costituito da manoscritti, preziosi libri antichi e testi di argomento filologico e storico, di Davide Besso, costituito da una biblioteca di argomento scientifico e matematico, ricca di più di 2600 titoli, fra i quali vi sono numerose edizioni antiche, quello di . Salomon de Parente, che donò alla biblioteca preziose edizioni Bodoniane, mentre Dionisio Therianòs lasciò una ricca collezione di edizioni di letteratura e cultura neogreca.
Tra le ultime acquisizioni si annoverano le biblioteche di Silvio Benco e dei suoi famigliari, del poeta Fabio Doplicher, dell'ing. Guido Candussi, di Carlo Sbisà e della moglie Mirella Schott Sbisà, dell'educatore Emilio Zamola e quello di Margherita Hack ancora da catalogare, oltre a tante altre “chicche”.

Questa biblioteca fa parte del Sistema Bibliotecario Giuliano.