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MARE. Dalla libera navigazione e i porti franchi di Trieste e Fiume allo sviluppo delle attività portuali in Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia. Immagini 1700-1900

Venerdì 04.08.2017
– Domenica 29.10.2017
Museo della civiltà Istriano fiumano e dalmata
IL MARE …
… che cos’è il mare' L’anima delle nostre terre, il cuore aperto, pure ben chiuso ai lati, che pulsa di moto e d’azione fra le due sponde dell’Adriatico. Un mare che unisce e congiunge.
È un mare, però, che molto anche ha separato. Ma è vivo, bolle di fermento, nel tempo sempre, mai fermandosi in flussi e riflussi, mare che alterna, gravi basse ed eccezionali alte, a corrodere e smussare, a spaccare la pietra di scoglio che incide e non interrompe, a rendere rarefatto più e più il sino sabbioso, là dove c’è. È un mare nostro che vorremmo raccontare nel tempo, nei luoghi e nei modi, nel sole e nella roccia, nella fatica e nella gioia. Nello sguardo del capitano, negli occhi del maestro d’ascia, nell’immensità del profondo come nello strenuo della fatica, nel pesce e nel pescatore. Nella scienza e nell’arte, nel gioco e nel travail, che suona meglio in francese e odora ancora di fatica. Nella storia e nei tempi: nei modi e nei luoghi.
La PRIMA PATENTE DI COMMERCIO, emanata dall’imperatore d’Austria Carlo VI il 2 giugno 1717, è il pretesto, ricorrendo i 300 anni dall’avvenimento, per la progettazione di un’iniziativa espositiva che, partendo dal ricordo di quel momento storico, ragioni sul concetto di “LIBERA NAVIGAZIONE NELL’ADRIATICO”- quanto determinava la suddetta Patente - e sui PORTI FRANCHI, editto conseguente emanato nel 1719, che avrebbe interessato i porti di Fiume e Trieste, oltre che quello di Vinodol in Dalmazia. Da questa base di partenza si va a ragionare in catalogo e in mostra sullo sviluppo dell’attività portuale nelle nostre terre tenendo in primo piano la città di Trieste e quella di Fiume ma allargando la visuale su tutti i porti, anche minori, dell’Istria, delle isole del Quarnaro e della Dalmazia.


Si inaugura venerdì 4 agosto alle ore 18 al Museo della civiltà fiumana e Istriana e dalmata di via Torino la mostra a cura dell’IRCI Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata
La mostra è visitabile con il seguenti orarii: lun. - sab. 10.00 - 12.30 e 16.00 - 18.30; dom. 10.00 - 12.30.

Una messe suggestiva di stampe relative ai territori d’interesse con carte geografiche, piani portuali e vedute di mare che partono da richiami lontani, l'incunabolo quattrocentesco (la stampa Parens, una silografia che mostra una veduta di Parenzo contenuta nell’incunabolo di Bernhard von Breydenbach, Peregrinatio in terram sanctam, edito a Mainz Magonza nel 1486) e per approdare al momento fra ‘700 e '800 quando tutto inizia. Arrivando alla fine dell’800 e l'inizio del ‘900, quando inizia a diffondersi l'uso della fotografia, troviamo immagini di attività marina e portuale nella nostra regione da Trieste a Fiume, alla Dalmazia, scorci, perlopiù inediti, dei Magazzini Generali di Trieste, del Porto di Fiume e di altri angoli di portualità di tutta l’area. Qua ci vengono in soccorso i grandi fotografi delle nostre terre, così che paiono emblematici da una parte il professionista triestino Francesco Penco il quale, oltre a regalarci suggestioni ricche di umanità del porto e dell’attività a Trieste, offre, nei suoi scatti, una visione della Fiume del 1906, brulicante anch’essa di fermento marittimo; dall’altra spicca il dilettante fotografo, anch’egli triestino, Ugo Malabotich che vede il porto di Trieste di notte, sorprende pescatori indaffarati sui trabaccoli in Sacchetta, ferma l’immagine dei cavalli e dei bui da tiro nei lavori portuali, nell’assistenza all’uomo per il trasporto dei masegni per lastricare le strade, guarda i treni che escono dal Porto nuovo (oggi per noi è il Porto vecchio) … ma sono solo esempi che tacciono del grande lavoro che trasforma la fotografia in cartolina sul finire dell’800 e, con imprese come la Modiano di Trieste, e, grazie agli abili fotografi – e, nel caso, per la Modiano, anche uno come il pittore e cartellonista Giuseppe Sigon – si offrono all’uso quotidiano e di massa non solo vedute del castello di Miramare, ma anche scorci con le attività al Silos di Trieste o insperate vedute dei magazzini portuali di Fiume.
Museo della civiltà Istriano-fiumano- dalmata
via torino
34100 Trieste
040 639188